TOP SECRET

Entro subito nel merito. Ciò che questi due ragazzi quarantenni hanno cercato di provare - e hanno provato in questa schietta, pulita e affascinante storia - è che il vero giornalismo, come diceva il maestro di tutti noi, il grande, il compianto inviato Egisto Corradi, si fa con la suola delle scarpe: cioè camminando, andando a vedere di persona le cose, i luoghi, i fatti...

La loro avanzata nel deserto, oltre il confine saudita, avviene in un paesaggio di desolazione e di morte, tra cadaveri, carcasse di carri armati, solchi e pozzi di petrolio in fiamme. Alle volte non è così brutto: "Mangiamo carne di montone - scrivono - e yogurt. Ci scaldiamo attorno al fuoco e tiriamo boccate di fumo da un narghile profumato con acqua di rose"...

Restano prigionieri per cinque giorni a Bassora nel recinto universitario e in quello che chiamano, goliardicamente, il "California Hotel". Il cibo e l'acqua sono scarsi, fa freddo e mancano le coperte. Poi li spediscono a Baghdad, in elicottero, definitivamente prosciolti da ogni sospetto e da ogni accusa. Valeva la pena? Valeva e come. La risposta la danno alla fine del libro, quando scrivono: "Ci rendiamo conto che il nostro infortunio ci ha regalato un'occasione eccezionale. Potremo parlare con chi ha visto il conflitto stando dall'altra parte della barricata, con chi si è riparato nei bunker durante i bombardamenti alleati". (Ettore Mo)

 

  • Brossura: 150 pagine
  • Editore: Vallecchi (gennaio 1992)
  • Collana: Saggi viola
  • Lingua: Italiano

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